Regionali di fine maggio, consigli per tutti i gusti

Simboli elezioni regionali Umbria 2015In occasione degli appuntamenti elettorali – domenica 31 maggio si rinnova anche in Umbria il Consiglio regionale – ho sempre postato qualche suggerimento sui candidati: informazioni relative non solo al centrosinistra, ma anche alle altre formazioni politiche. In questo articolo troverete riflessioni valide “per tutti i gusti”, con un approfondimento specifico all’area Trasimeno-Perugia.

Nove candidati governatore. Sui nove candidati presidente non ci sono paragoni per autorevolezza e capacità tra Catiuscia Marini e gli altri. Alcuni sfiorano addirittura il dilettantismo: il rischio è che, qualora eletti, non saprebbero dove mettere le mani nella complessità del governo regionale. Del suo principale avversario, Claudio Ricci, si può dire che – al netto dei meriti come sindaco di Assisi – ha finito per essere il solito candidato di centrodestra, nonostante fosse partito con parvenze da indipendente. E’ addirittura riuscito – uno dei pochi casi in Italia – a riunire Alfano e Salvini sotto un’unica coalizione. In lizza poi c’è anche il pentastellato Andrea Liberati, che punta più sul voto d’opinione che su programma e competenze, ma che potrebbe creare più di un grattacapo ai due principali contendenti, sfoderando un risultato importante.

Le dure regole del gioco. Per quanto riguarda i singoli candidati consiglieri, ben 12 su 320 sono di Magione. Un numero considerevole per una votazione che vedrà elette appena dodici persone per la lista o coalizione di maggioranza e solo otto per le opposizioni tutte. Il sistema elettorale ha inoltre soglie di sbarramento molto rigide: per alcuni lo scranno di consigliere regionale è oggettivamente irraggiungibile. Debutta la doppia preferenza uomo/donna: si potranno cioè scrivere due nomi accanto al simbolo, purché di sesso differente.

Giacomo Leonelli, Alessia DorilloIl Partito democratico. Senza girarci intorno, la mia dichiarazione di voto è in favore di Alessia Dorillo e Giacomo Leonelli, due trentenni che incarnano il mai troppo compiuto ricambio generazionale nel Partito democratico. Si tratta di “giovani con esperienza” e con significative chance di elezione. Assieme a loro è già stato avviato un proficuo dialogo sulle necessità del comprensorio del lago e di Magione. In altre parole, se eletti, saranno garanti di un programma finalizzato allo sviluppo ed alla promozione del nostro territorio. Dorillo, di Panicale, e Leonelli, di Perugia, sono i candidati ufficiali del Pd del Trasimeno. Si prevedono incursioni di esponenti della medesima lista: Solinas, Mariotti, Chiacchieroni e Cecchini.

Riccardo Marioni 2014, foto Riccardo DoganaCentrosinistri civici: il capolista regionale è di Magione. Andando oltre la dichiarazione di voto, dovere quasi istituzionale per un sindaco, ecco altre liste ed ulteriori nomi. Il più significativo per Magione, ma non solo – essendo una figura di grande rilievo nel mondo dell’informazione –, è Riccardo Marioni, direttore di Umbria Tv. Magionese doc, ha più di una possibilità di essere eletto. In particolare, affinché ciò avvenga, devono manifestarsi le seguenti, non semplici, condizioni: Catiuscia Marini viene confermata presidente; “Iniziativa per l’Umbria” supera la soglia del 2,5 per cento; Marioni arriva primo nella medesima lista per numero di preferenze. Un voto per lui non è certamente sprecato: sia per le qualità della persona, sia per la non dispersione del voto.

Curiose scoperte sotto il garofano rosso. Con stupore (benevolo) si registra la candidatura tra i socialisti di Monica Paparelli. Renziana della primissima ora, l’anno passato – invece di partecipare alle primarie del centrosinistra per la sindacatura di Magione, dove era assessore – ha preferito candidarsi assieme al centrodestra. Ora, mentre svolge il ruolo di consigliere comunale d’opposizione, torna nel centrosinistra. Non nel Pd – da cui è stata espulsa proprio per il comportamento tenuto in occasione delle scorse amministrative – ma nella lista del Psi. Un ingresso definito “indipendente” che rischia solo, con la preferenza uomo/donna, di ingrossare il risultato di due pezzi da novanta del partito socialista: Silvano Rometti, già assessore regionale, e Massimo Buconi, già consigliere regionale.

Giulia Riganelli, candidata Sel magione UmbriaA sinistra con Catiuscia. Più a sinistra, rimanendo però nella coalizione di sostegno a Catiuscia Marini, spicca la giovanissima magionese Giulia Riganelli. Studentessa di Giurisprudenza, è candidata con “Umbria più Uguale”, una compagine composta da Sinistra ecologia e libertà (Sel), assieme ad altre realtà progressiste, tra cui vi è anche la minoranza di Rifondazione comunista (Prc) contraria alla corsa in solitaria alle Regionali in Umbria.

Doppio sorpasso a sinistra. La maggioranza di Prc, compreso il circolo di Magione, ha deciso di dare vita a “L’Umbria per un’altra Europa”. Una coalizione politicamente antagonista (e comunista) che candida sul nostro territorio Beatrice Balli, neolaureata in filosofia e residente a Sant’Arcangelo. “L’Umbria per un’altra Europa” è però a sua volta “sorpassata a sinistra” da “Casa Rossa”. Unica lista rimasta con l’antico simbolo della falce e martello, con tanto di acronimo dorato su fondo rosso che ammicca all’originale cirillico di matrice sovietica CCCP SSSR. Non c’è nessuno del posto: per veri nostalgici in stile Goodbye Lenin.

GrilloGrillini umbri. Difficile leggere le mosse del M5S. Nonostante alle “Regionalie” – le primarie tra gli iscritti fatte col click – fossero emersi due magionesi, Cristiano Baldoncini e Luigia D’Amone, all’ufficializzazione della lista gli stessi non compaiono tra i venti candidati. Nella rosa definitiva non è chiaro se vi siano o meno aspiranti consiglieri residenti nei comuni limitrofi. Il programma comunque è quello di Grillo e, anche se è difficile che il M5S arrivi primo, è certo che prenderà minimo due consiglieri regionali.

Luigi Bufoli, MagioneAlfaniani ed Udc: l’estremo centro. Nella lista di Ricci “Per l’Umbria popolare”, troviamo l’ex presidente della Proloco di Magione Luigi Bufoli. Persona di cui si può dire solo bene e che – coerentemente con la sua storia politica, sempre coltivata ma mai sbandierata – è candidato “di servizio” in quota Udc. Scarse possibilità d’elezione. Per imperituri estimatori dello scudocrociato.

Civici e trasversali, ma con Ricci. Un po’ più a destra – ma pur sempre “civica” – la lista di Ricci “Cambiare l’Umbria”. Qui un altro magionese fa capolino tra i diversi nomi. Si tratta di Gianluca Cancelloni, imprenditore conosciutissimo nel capoluogo e attivo nell’associazionismo, in particolare nella Proloco e nella Compagnia teatrale magionese. Difficile fare previsioni sul risultato personale, per ora ha fatto una campagna elettorale abbastanza in sordina. Nel totovoto questa è considerata la lista di Ricci con minori possibilità di eleggere.

Padania is not Italy Matteo Salvini in UmbriaIl centrodestra ufficiale. Nelle liste partitiche tradizionali del centrodestra, a Perugia e sul Trasimeno, prenderanno voti soprattutto Maria Rosi e Raffaele Nevi, per Forza Italia. Mentre in Fratelli d’Italia, ex Alleanza nazionale, correranno sulle preferenze due purosangue come Andrea Lignani Marchesani e Rocco Valentino. Simpatia generazionale nei confronti del candidato Fd’I Marco Squarta: storico capo degli studenti di destra del liceo Alessi di Perugia. Aldilà del credo politico gli si riconoscono spiccate qualità: tra cui serietà e coerenza. Squarta è un giovane: il rinnovamento è buono anche quando sta dall’altra parte.

In camicia verde: anzi in felpa con zip. Nomi poco conosciuti quelli della Lega Nord. La lista però – anche se Ricci dovesse arrivare secondo dietro alla Marini – eleggerà comunque il primo per preferenze. Pur non essendo magionese, si dice che dalle nostre parti prenderà più di un voto Alessandro Tassi, classe 1988. In supporto è addirittura previsto l’arrivo al Trasimeno di Matteo Salvini.

Lollo Frattegiani candidato per l'ennesima volta Forza Nuova sosia MussoliniCol saluto romano. Più a destra – fuori dalle alleanze di Ricci ed oltre il comune buonsenso – ci sono anche due liste dell’estrema destra identitaria e un po’ xenofoba: Forza Nuova e Sovranità prima gli Italiani. Folklore puro con l’ottantenne perugino Lollo Frattegiani, che cavalca anche questa volta lo slogan “L’ultima raffica di Salò” e vanta tuttora una suggestiva somiglianza col Duce. Più Naif che Noir.

SFoglia di marjuana sopra la verde collina umbraei magionesi sotto la foglia di marjuana. Stupefacente (!) la lista del veterinario Amato John de Paulis. Al richiamo della foglia di marjuana, nuovo cuore verde dell’Umbria, rispondono addirittura sei magionesi: un record! Ma anche un po’ un mistero… Nello psichedelico programma si promette la liberalizzazione della marjuana e della prostituzione. Verso l’infinito ed oltre, ma soprattutto aldilà di ogni confine legislativo regionale.

Il non voto: come quando c’era il podestà. Stare a casa non significa non votare: semplicemente si delega ad altri la scelta. Il “tanto sono tutti uguali”, bandiera qualunquista per eccellenza, favorisce quelli meglio organizzati: ovvero il non voto esiste in teoria ma non in pratica. Le elezioni in Italia sono una novità che non ha ancora compiuto 70 anni: prima – al posto degli enti locali – c’erano il prefetto e il podestà, nominati dal Duce e dal Re. Si stava davvero meglio quando si stava peggio?

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