Discarica di Borgogiglione, il protocollo fa il “tagliando”

Discarica di Borgogiglione di Magione, gestita da Trasimeno servizi ambientaliIncontro partecipato ad un anno dalla firma del protocollo d’intesa sul monitoraggio integrativo della discarica di Borgogiglione. Alla riunione, promossa dal Comune di Magione per un confronto con gli enti e le associazioni firmatarie del documento, hanno partecipato, oltre al sindaco Giacomo Chiodini, Luciano Sisani, direttore di Trasimeno servizi ambientali (Tsa); Giancarlo Marchetti, direttore tecnico dell’Agenzia regionale di protezione ambientale (Arpa Umbria) assieme agli ingegneri Paolo Stranieri e Francesco Cinti; Vincenzo Piro, dirigente area ambiente del Comune di Perugia; Giuseppe Felici assessore all’ambiente Comune di Corciano; Rodolfo Spaterna, consigliere comunale di Corciano; una numerosa delegazione del comitato di Mantignana e l’Osservatorio Borgogiglione, rappresentato dal presidente dell’associazione Lucio Pala accompagnato da diversi iscritti.

Soddisfazione per i dati emersi nei controlli del 2014. Il direttore di Arpa, Giancarlo Marchetti, ha riassunto il lavoro di monitoraggio della discarica, sia per quel che concerne i controlli previsti dalla normativa che per quelli aggiuntivi predisposti tramite il protocollo sperimentale firmato nel 2014. Proprio sul documento integrativo si sono incentrati gli interventi dei presenti che hanno rivolto diverse domande a Tsa ed Arpa sulle modalità di rilevamento, sull’interpretazione dei dati e sulle tempistiche di comunicazione degli stessi. Aspetto, quest’ultimo, su cui si sono rilevate alcune carenze, corrette nel corso degli ultimi mesi. A destare particolare interesse, anche da parte delle amministrazioni comunali presenti, la spiegazione sulla differenza tra “livello di guardia” (condizione di semplice allerta) e “livello limite” dei valori chimici e biologici presi in considerazione. Rispetto a questo argomento, i controlli ambientali effettuati nel 2014 da Arpa su “acque superficiali, scarico dell’impianto di trattamento del percolato, suolo, acque di drenaggio del sottotelo, aria e flora non hanno evidenziato – come riportato anche nel sito dell’Agenzia – alcuna sostanziale criticità”. Mentre per ciò che riguarda le acque sotterranee, “il controllo svolto nel 2014 ha evidenziato alcuni valori anomali imputabili alla conformazione litologica dei terreni” e quindi, come spiegato ai presenti da Marchetti, si tratta di “isolati casi di sforamento del livello di guardia in un contesto di sostanziale non interferenza tra la discarica e le matrici ambientali monitorate”. Una illustrazione che ha soddisfatto gli intervenuti sullo stato complessivo del sito di Borgogiglione, uno dei primi in Italia – fin dal 1995 – a dotarsi di un piano di gestione e controllo.

Cosa prevede il Protocollo aggiuntivo di monitoraggio. ll protocollo integrativo firmato nel 2014 (Protocollo_Borgoglione_firmato) prevede un ampliamento dei monitoraggi che vengono estesi alle conoscenze ambientali di un’area più vasta di quella prevista dalle autorizzazioni, tra cui vi è l’aggiunta di quattro punti di controllo delle acque sotterranee (piezometri) due all’interno del sito e due all’esterno; otto punti di controllo, in un raggio di due chilometri dalla discarica, per il rilievo di emissioni odorigene e un biomonitoraggio attraverso l’analisi dei licheni come indicatori della qualità dell’aria. Inoltre sono stati effettuati rilevamenti sulla qualità dell’aria tramite una centralina mobile, ancorché non previsto nel protocollo. Si prevede un prossimo incontro con i soggetti firmatari tra sei mesi.

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