Decennale terremoto Valnerina, cronaca dell’esodo da Norcia e dell’accoglienza al Trasimeno

«Iniziamo una riunione tesissima. Mi viene detto che i protocolli in questi casi prevedono di allontanare dalla città, fuori dal cratere, in aree tranquille, la maggior parte delle persone. Devo indire riunioni nelle diverse frazioni di Norcia, comunicare con chiarezza alla mia gente che avrebbe dovuto accettare di andare negli alberghi della regione almeno finché non avremmo approntato mense, bagni e tende sufficienti per coloro che non potevano lasciare la città e poi per coloro che volevano o dovevano farvi subito ritorno». Nicola Alemanno, allora sindaco di Norcia, nel suo libro di memorie* racconta così il momento in cui prende atto di dover organizzare in tempi rapidissimi l’esodo dei suoi concittadini verso altri luoghi dell’Umbria.

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