Inediti Etruschi alla Torre di Magione con “Tarsiminas”

MAGIONE – Rimarrà visitabile fino al 30 settembre 2018 la mostra “Tarsminas”, da come gli Etruschi chiamavano il Trasimeno. Esposizione sulla vita quotidiana nella zona lacustre tra la fine del VIII secolo a.C. all’inizio del I secolo a.C.. Allestita a Magione nella storica Torre del Lambardi è stata progettata e curata dall’archeologo Alessio Renzetti e realizzata in collaborazione da Comune di Magione, Museo archeologico nazionale dell’Umbria, Polo museale dell’Umbria. Viene proposto un percorso espositivo unitario attraverso reperti attinenti alla sfera del sacro (santuari e necropoli) e riguardanti un periodo che va dalle fasi più antiche della storia del lago (gli abitati protostorici di San Feliciano e San Savino di Magione) agli insediamenti successivi alla fase etrusca, con riferimenti all’età romana. Sono esposti, tra l’altro, una sessantina di pezzi (diversi per la prima volta) del Museo archeologico nazionale dell’Umbria esposti. Tra questi, urne cinerarie, statuette, asce, bronzetti, contenitori per unguenti, frammenti di statue, stili, punte di frecce, monete, provenienti da ritrovamenti a Caligiana di Magione, Colle Arsiccio di Magione, Gioiella di Castiglione del Lago, La Lucciola di Panicarola, Pasticcetto di Magione, Pischiello di Passignano sul Trasimeno, Porto di Castiglione del Lago, San Feliciano.

Una valida occasione per visitare anche realtà museali di nuova costituzione come il Museo di Annibale al Trasimeno (Tuoro sul Trasimeno), l’Antiquarium di Castiglione del Lago e quello di Corciano che trattano specifiche tematiche territoriali. L’idea di una mostra etrusca alla Torre è di Vanni Ruggeri, storico e presidente del consiglio comunale di Magione con delega alla cultura. «Un risultato al di là delle attese – commenta Vanni Ruggeri, presidente del consiglio comunale e delegato alla cultura – che certifica la validità di un progetto che é prima di tutto impegno di ricerca, ma anche costruzione di partnership, mobilitazione di professionalità, cura negli allestimenti. L’integrazione non accessoria di soluzioni multimediali e interattive, gli apparati multilingua per tutti i supporti testuali, la declinazione espressamente didattica e divulgativa dei contenuti della mostra sono altrettanti elementi che hanno contribuito all’apprezzamento del pubblico e che ci indicano direzioni e standard per offrire esperienze culturali di sempre maggiore qualità. Grazie alla collaborazione con il polo museale regionale e con la Soprintendenza per l’archeologia, belle arti e paesaggio – continua Ruggeri – la mostra propone reperti di grande rilievo, solitamente non visibili ai visitatori perché conservati in depositi e magazzini, e intende proporsi come punto di partenza per un percorso di conoscenza capace di fare rete con le altre realtà museali a tema archeologico presenti sul bacino lacustre, in particolare con il Comune di Tuoro sul Trasimeno, e fino alla vicina Toscana». All’inaugurazione hanno preso parte Luana Cenciaioli, direttore del museo archeologico nazionale dell’Umbria e l’archeologo Paolo Braconi.

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