Auri, Ruggiano presidente e Chiodini vice con documento sindaci centrosinistra

FOLIGNO – Auri, Ruggiano eletto presidente, Chiodini vice. L’assemblea dei sindaci ha rinnovato i vertici dell’Autorità dopo le dimissioni di Betti. Il sindaco di Todi alla presidenza e, come membri del direttivo, sei Comuni di centrodestra e tre di centrosinistra. Il primo cittadino di Magione sarà il vice. È lo schema che ha ricevuto il via libera durante l’assemblea dei sindaci dell’Autorità regionale per i rifiuti e l’idrico, chiamata a rinnovare i propri vertici dopo le dimissioni del sindaco di Corciano Cristian Betti, arrivate a poche ore dalla chiusura dei seggi dei ballottaggi. Il successore di Betti è il sindaco di Todi, eletto all’unanimità mentre nel nuovo direttivo il centrodestra oltre a Ruggiano schiererà i sindaci di Perugia (Andrea Romizi), Terni (Leonardo Latini), Foligno (Stefano Zuccarini), Spoleto (Umberto De Augustinis) e Orvieto (Roberta Tardani); per il centrosinistra invece ci saranno Magione (Giacomo Chiodini), eletto all’unanimità come vicepresidente, Città di Castello (Luciano Bacchetta) e Arrone (Fabio Di Gioia).

I sindaci di centrosinistra, ormai minoritari all’interno dell’organismo, hanno presentato in assemblea – illustrato dal neo vicepresidente Chiodini – un documento sul futuro della gestione di rifiuti e acqua in Umbria. Di seguito il documento.

Auri, l’Umbria dei Comuni sceglie sostenibilità ambientale

 

Premessa – I Comuni e il loro impegno per uno sviluppo sostenibile

I Comuni dell’Umbria sono tutti impegnati per un miglioramento sostanziale dei propri servizi di gestione del ciclo dei rifiuti e di quello dell’acqua. Sono anche consapevoli che le loro azioni si trovano inserite all’interno di una cornice nazionale ed internazionale di particolare emergenza ambientale, dalle crisi dei rifiuti nelle grandi città italiane alla sostenibilità dello sviluppo globale rispetto a fenomeni centrali come sovrappopolazione, consumo del suolo, accesso all’acqua, cambiamento climatico, rigenerazione delle risorse naturali, salute dell’uomo. Pur essendo piccoli ingranaggi nel panorama europeo, italiano e regionale i nostri Comuni non sono solamente interessati ad un efficientismo delle proprie pratiche in materia di rifiuti e acqua, ma si sentono investiti di una più ambiziosa missione di responsabilità sociale ed ambientale. Un impegno rivolto non solo alle nostre comunità e ai cittadini che vi vivono, ma all’intero ecosistema e alle future generazioni che lo abiteranno. Ci si impegna quindi a promuovere – anche all’interno dell’Autorità umbra per rifiuti e idrico (Auri) – azioni amministrative finalizzate ad uno sviluppo economico e sociale basato sulla riduzione dei fattori inquinanti; sulla salvaguardia della natura e della biodiversità; sulla valorizzare dell’acqua come bene comune; sulla prevenzione dal rischio idrogeologico; sulla transizione verso un’economia circolare a “rifiuti zero”.

 

Cinque punti sulla gestione umbra dei rifiuti

a) Chiusura del ciclo con accordi interregionali – Uno degli obiettivi più volte ribaditi a livello istituzionale è la chiusura del ciclo di rifiuti, ovvero l’autosufficienza a livello regionale nella gestione complessiva dei rifiuti compresa la parte terminale dello smaltimento tramite discarica o termovalorizzazione. Pur considerando questo obiettivo prioritario, si propone di verificare per la sua realizzazione la collaborazione con le regioni limitrofe in un accordo interregionale finalizzato ad abbassare i costi, stabilizzare i flussi, evitare la saturazione dell’impiantistica umbra e scongiurare la realizzazione di un costoso – e superfluo – termovalorizzatore.

b) Uso del Css come rimedio ultimo e in accordo con enti locali – L’eventuale produzione del combustibile solido secondario (Css) dovrà essere predisposta solo in accordo con i Comuni interessati ed escludendo qualsiasi forma di incenerimento in impianti esistenti non esclusivamente dedicati: coerentemente con le previsioni di piano regionale che contemplavano ipotesi di smaltimento di CSS fuori regione. Le amministrazioni dovranno essere chiamate a fornire pareri obbligatori e vincolanti a riguardo.

c) Tari, piani finanziari in riduzione – Valutare come prioritario il contenimento dei costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Invertire la tendenza all’aumento della Tari con il rafforzamento della raccolta differenziata. Sostenere l’introduzione della tariffa puntuale secondo le indicazioni di massima emerse all’interno della strategia “verso rifiuti zero”. Applicare “due diligence” ai contratti in essere per il tramite degli uffici Auri, anche proponendo eventuali revisioni contrattuali.

d) Salvaguardia dell’impiantistica, monitoraggi ambientali e discariche – Monitorare gli impianti dal punto di vista ambientale ed investire costantemente nel loro aggiornamento tecnologico ed ambientale. Sostenere quei comuni in difficoltà nel garantire risorse sufficienti per le gestioni post operative delle discariche. Evitare ulteriori ampliamenti delle discariche esistenti minimizzando i conferimenti in favore di azioni di recupero di materia. Indirizzare i revamping degli impianti al fabbisogno umbro.

e) Revisione del Piano regionale rifiuti – Aggiornare complessivamente il piano innovandolo nelle seguenti parti: riduzione dei rifiuti alla fonte (prodotti alla spina obbligatori, riduzione imballaggi); introdurre centri recupero materiali (riparazione, riuso); obbligo del compostaggio domestico per chi possiede orti o giardini; messa al bando della plastica monouso e delle bottiglie di plastica nelle mense pubbliche; tariffazione puntuale con premi per comportamenti virtuosi dei cittadini; incentivi alle riciclerie; azioni di responsabilizzazione dei produttori; introduzione di un osservatorio regionale sui rifiuti.

 

 

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