Lottizzazione C11, Consiglio di Stato contro il costruttore che intanto fallisce

MAGIONE – Giustizia amministrativa e civile complicano la vicenda delle quattro palazzine prive di agibilità in via dei Pioppi a Magione, la cosiddetta lottizzazione C11. Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha infatti avviato il procedimento fallimentare nei confronti della proprietà, nominando una specifica curatela. Una novità che segue di poche settimane la pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato che conferma come “non sanabili amministrativamente” le difformità relative ai sottotetti. Da parte dell’Amministrazione comunale, che esce di nuovo – anche in quest’ultimo grado di giudizione – del tutto sollevata da eventuali responsabilità, viene lanciato l’allarme sul “tempo perduto per dare una soluzione definitiva alla vicenda” e, soprattutto, la necessità di “tutelare le famiglie che hanno investito in buona fede”.

Consiglio di Stato mette la pietra tombale sull’ipotesi di sanatoria Il Consiglio di Stato ha ribadito che l’altezza superiore a quella di progetto rende i quattro palazzi non sanabili dal punto di vista amministrativo. Un errore del costruttore che, dopo l’ultimo grado di giudizio, diventa complicato rimuovere. In tutto questo è interesse dell’amministrazione che le famiglie che hanno investito soldi nella lottizzazione possano essere tutelate, sia dal punto di vista economico che abitativo”. E’ questo il commento rilasciato dal sindaco di Magione Giacomo Chiodini a margine della sentenza del Consiglio di Stato, ultimo grado della giustizia amministrativa italiana, in merito alle quattro palazzine di via dei Pioppi a Magione, meglio conosciute come “lottizzazione C11”. I giudici hanno infatti confermato la posizione del Tar Umbria, contraria ad una sanatoria dei volumi tecnici in realizzati da Centro Immobiliare Spa in difformità al progetto: un’ipotesi in parte sostenuta anche dal Comune, ma non dalla Soprintendenza ai beni paesaggistici dell’Umbria.

Rigettata dal giudice la richiesta danni nei confronti del Comune L’Amministrazione ha accolto positivamente la decisione del Consiglio di Stato di respingere la richiesta di risarcimento danni per 3 milioni e 500mila euro che il costruttore aveva avanzato al Comune e alla Soprintendenza. “La richiesta di danni – spiega il sindaco Chiodini – era del tutto irricevibile e giustamente è stata rifiutata dal Consiglio di Stato. Rimane però il paradosso di un contenzioso lunghissimo che, a dieci anni dall’avvio dei lavori, risulta ancora privo di una fattiva soluzione, anche rispetto agli interessi di chi su quei palazzi ha fatto investimenti familiari anche significativi”. (parte del testo è tratto da La Nazione Umbria, a firma Sara Minciaroni)

 

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.