Regionali di fine maggio, consigli per tutti i gusti
In occasione degli appuntamenti elettorali – domenica 31 maggio si rinnova anche in Umbria il Consiglio regionale – ho sempre postato qualche suggerimento sui candidati: informazioni relative non solo al centrosinistra, ma anche alle altre formazioni politiche. In questo articolo troverete riflessioni valide “per tutti i gusti”, con un approfondimento specifico all’area Trasimeno-Perugia.
Nove candidati governatore. Sui nove candidati presidente non ci sono paragoni per autorevolezza e capacità tra Catiuscia Marini e gli altri. Alcuni sfiorano addirittura il dilettantismo: il rischio è che, qualora eletti, non saprebbero dove mettere le mani nella complessità del governo regionale. Del suo principale avversario, Claudio Ricci, si può dire che – al netto dei meriti come sindaco di Assisi – ha finito per essere il solito candidato di centrodestra, nonostante fosse partito con parvenze da indipendente. E’ addirittura riuscito – uno dei pochi casi in Italia – a riunire Alfano e Salvini sotto un’unica coalizione. In lizza poi c’è anche il pentastellato Andrea Liberati, che punta più sul voto d’opinione che su programma e competenze, ma che potrebbe creare più di un grattacapo ai due principali contendenti, sfoderando un risultato importante.
Le dure regole del gioco. Per quanto riguarda i singoli candidati consiglieri, ben 12 su 320 sono di Magione. Un numero considerevole per una votazione che vedrà elette appena dodici persone per la lista o coalizione di maggioranza e solo otto per le opposizioni tutte. Il sistema elettorale ha inoltre soglie di sbarramento molto rigide: per alcuni lo scranno di consigliere regionale è oggettivamente irraggiungibile. Debutta la doppia preferenza uomo/donna: si potranno cioè scrivere due nomi accanto al simbolo, purché di sesso differente.
Il Partito democratico. Senza girarci intorno, la mia dichiarazione di voto è in favore di Alessia Dorillo e Giacomo Leonelli, due trentenni che incarnano il mai troppo compiuto ricambio generazionale nel Partito democratico. Si tratta di “giovani con esperienza” e con significative chance di elezione. Assieme a loro è già stato avviato un proficuo dialogo sulle necessità del comprensorio del lago e di Magione. In altre parole, se eletti, saranno garanti di un programma finalizzato allo sviluppo ed alla promozione del nostro territorio. Dorillo, di Panicale, e Leonelli, di Perugia, sono i candidati ufficiali del Pd del Trasimeno. Si prevedono incursioni di esponenti della medesima lista: Solinas, Mariotti, Chiacchieroni e Cecchini.
Centrosinistri civici: il capolista regionale è di Magione. Andando oltre la dichiarazione di voto, dovere quasi istituzionale per un sindaco, ecco altre liste ed ulteriori nomi. Il più significativo per Magione, ma non solo – essendo una figura di grande rilievo nel mondo dell’informazione –, è Riccardo Marioni, direttore di Umbria Tv. Magionese doc, ha più di una possibilità di essere eletto. In particolare, affinché ciò avvenga, devono manifestarsi le seguenti, non semplici, condizioni: Catiuscia Marini viene confermata presidente; “Iniziativa per l’Umbria” supera la soglia del 2,5 per cento; Marioni arriva primo nella medesima lista per numero di preferenze. Un voto per lui non è certamente sprecato: sia per le qualità della persona, sia per la non dispersione del voto.
Curiose scoperte sotto il garofano rosso. Con stupore (benevolo) si registra la candidatura tra i socialisti di Monica Paparelli. Renziana della primissima ora, l’anno passato – invece di partecipare alle primarie del centrosinistra per la sindacatura di Magione, dove era assessore – ha preferito candidarsi assieme al centrodestra. Ora, mentre svolge il ruolo di consigliere comunale d’opposizione, torna nel centrosinistra. Non nel Pd – da cui è stata espulsa proprio per il comportamento tenuto in occasione delle scorse amministrative – ma nella lista del Psi. Un ingresso definito “indipendente” che rischia solo, con la preferenza uomo/donna, di ingrossare il risultato di due pezzi da novanta del partito socialista: Silvano Rometti, già assessore regionale, e Massimo Buconi, già consigliere regionale.
A sinistra con Catiuscia. Più a sinistra, rimanendo però nella coalizione di sostegno a Catiuscia Marini, spicca la giovanissima magionese Giulia Riganelli. Studentessa di Giurisprudenza, è candidata con “Umbria più Uguale”, una compagine composta da Sinistra ecologia e libertà (Sel), assieme ad altre realtà progressiste, tra cui vi è anche la minoranza di Rifondazione comunista (Prc) contraria alla corsa in solitaria alle Regionali in Umbria.
Doppio sorpasso a sinistra. La maggioranza di Prc, compreso il circolo di Magione, ha deciso di dare vita a “L’Umbria per un’altra Europa”. Una coalizione politicamente antagonista (e comunista) che candida sul nostro territorio Beatrice Balli, neolaureata in filosofia e residente a Sant’Arcangelo. “L’Umbria per un’altra Europa” è però a sua volta “sorpassata a sinistra” da “Casa Rossa”. Unica lista rimasta con l’antico simbolo della falce e martello, con tanto di acronimo dorato su fondo rosso che ammicca all’originale cirillico di matrice sovietica CCCP SSSR. Non c’è nessuno del posto: per veri nostalgici in stile Goodbye Lenin.
Grillini umbri. Difficile leggere le mosse del M5S. Nonostante alle “Regionalie” – le primarie tra gli iscritti fatte col click – fossero emersi due magionesi, Cristiano Baldoncini e Luigia D’Amone, all’ufficializzazione della lista gli stessi non compaiono tra i venti candidati. Nella rosa definitiva non è chiaro se vi siano o meno aspiranti consiglieri residenti nei comuni limitrofi. Il programma comunque è quello di Grillo e, anche se è difficile che il M5S arrivi primo, è certo che prenderà minimo due consiglieri regionali.
Alfaniani ed Udc: l’estremo centro. Nella lista di Ricci “Per l’Umbria popolare”, troviamo l’ex presidente della Proloco di Magione Luigi Bufoli. Persona di cui si può dire solo bene e che – coerentemente con la sua storia politica, sempre coltivata ma mai sbandierata – è candidato “di servizio” in quota Udc. Scarse possibilità d’elezione. Per imperituri estimatori dello scudocrociato.
Civici e trasversali, ma con Ricci. Un po’ più a destra – ma pur sempre “civica” – la lista di Ricci “Cambiare l’Umbria”. Qui un altro magionese fa capolino tra i diversi nomi. Si tratta di Gianluca Cancelloni, imprenditore conosciutissimo nel capoluogo e attivo nell’associazionismo, in particolare nella Proloco e nella Compagnia teatrale magionese. Difficile fare previsioni sul risultato personale, per ora ha fatto una campagna elettorale abbastanza in sordina. Nel totovoto questa è considerata la lista di Ricci con minori possibilità di eleggere.
Il centrodestra ufficiale. Nelle liste partitiche tradizionali del centrodestra, a Perugia e sul Trasimeno, prenderanno voti soprattutto Maria Rosi e Raffaele Nevi, per Forza Italia. Mentre in Fratelli d’Italia, ex Alleanza nazionale, correranno sulle preferenze due purosangue come Andrea Lignani Marchesani e Rocco Valentino. Simpatia generazionale nei confronti del candidato Fd’I Marco Squarta: storico capo degli studenti di destra del liceo Alessi di Perugia. Aldilà del credo politico gli si riconoscono spiccate qualità: tra cui serietà e coerenza. Squarta è un giovane: il rinnovamento è buono anche quando sta dall’altra parte.
In camicia verde: anzi in felpa con zip. Nomi poco conosciuti quelli della Lega Nord. La lista però – anche se Ricci dovesse arrivare secondo dietro alla Marini – eleggerà comunque il primo per preferenze. Pur non essendo magionese, si dice che dalle nostre parti prenderà più di un voto Alessandro Tassi, classe 1988. In supporto è addirittura previsto l’arrivo al Trasimeno di Matteo Salvini.
Col saluto romano. Più a destra – fuori dalle alleanze di Ricci ed oltre il comune buonsenso – ci sono anche due liste dell’estrema destra identitaria e un po’ xenofoba: Forza Nuova e Sovranità prima gli Italiani. Folklore puro con l’ottantenne perugino Lollo Frattegiani, che cavalca anche questa volta lo slogan “L’ultima raffica di Salò” e vanta tuttora una suggestiva somiglianza col Duce. Più Naif che Noir.
S
ei magionesi sotto la foglia di marjuana. Stupefacente (!) la lista del veterinario Amato John de Paulis. Al richiamo della foglia di marjuana, nuovo cuore verde dell’Umbria, rispondono addirittura sei magionesi: un record! Ma anche un po’ un mistero… Nello psichedelico programma si promette la liberalizzazione della marjuana e della prostituzione. Verso l’infinito ed oltre, ma soprattutto aldilà di ogni confine legislativo regionale.
Il non voto: come quando c’era il podestà. Stare a casa non significa non votare: semplicemente si delega ad altri la scelta. Il “tanto sono tutti uguali”, bandiera qualunquista per eccellenza, favorisce quelli meglio organizzati: ovvero il non voto esiste in teoria ma non in pratica. Le elezioni in Italia sono una novità che non ha ancora compiuto 70 anni: prima – al posto degli enti locali – c’erano il prefetto e il podestà, nominati dal Duce e dal Re. Si stava davvero meglio quando si stava peggio?